The Act of Touch

The Act of Touch
Tovel [aka Matteo Franceschini]
music & live concept
Jacopo Mazzonelli
artworks & live concept
score published by
Casa Ricordi
Tovel [aka Matteo Franceschini]
THE ACT OF TOUCH
Performance on the artwork ABCDEFG
by Jacopo Mazzonelli
for two performers & live electronics
2018
live electronics
Tovel [aka Matteo Franceschini]
performers
Jacopo Mazzonelli
Eleonora Wegher
with the support of:
Galleria Giovanni Bonelli
Paolo Maria Deanesi Gallery
Lorenzo Lomonaco
Giorgio Fasol
MART | Galleria Civica di Trento,
Margherita de Pilati
Festival GAMO
Le Murate PAC

 

PORTRAIT 1 CHIARO

Il pianoforte è senza dubbio lo strumento che più rappresenta la fioritura della cultura musicale occidentale dal tardo Settecento a oggi. In questo senso, la performance musicale The Act of Touch, costruita sull’opera ABCDEFG di Jacopo Mazzonelli, permette un cammino a ritroso, una sorta di regresso all’essenziale, un percorso di “purificazione” creativa votata a catturare l’immagine più profonda di ciò che si sta scrivendo: la materia, i tasti bianchi, le sette note, l’alternanza rigo/spazio del pentagramma. 
The Act of Touch getta lo spettatore all’interno di un paesaggio sonoro inatteso, dove il suono organizzato si palesa dopo un complesso itinerario di esplorazione dei materiali. Ordinata su più livelli visivi e concettuali, la performance si configura come una graduale e consapevole scoperta d‘identità – un percorso di conoscenza e sviluppo che l’impiego dei sette pianoforti/scultura modificati permette di compiere. 
La collaborazione tra Matteo Franceschini e Jacopo Mazzonelli si realizza attraverso una performance dove la scrittura acustica si fonde con la manipolazione elettronica in tempo reale. La nuova fisionomia dei pianoforti e la trasformazione dei suoi materiali si delinea come il punto di partenza per una riflessione sulla natura stessa del rapporto tra suono e materia. 
In The Act of Touch, ognuno dei sette dispositivi è amplificato singolarmente e disposto secondo una precisa sequenza dove la nota centrale della scala diatonica (fa) assume un ruolo chiave nello sviluppo del discorso musicale. I pianoforti sono posizionati specularmente per ognuno dei due esecutori, mentre la tavola armonica della nota FA – al centro della scena – è orientata direttamente verso il pubblico. Le mani dei performers ne esplorano le risonanze attraverso l’impiego di una serie di antichi diapason intonati per semitoni. Mediante un gruppo di sensori che rileva ed analizza le vibrazioni del materiale ligneo trasformandole in nuovi timbri, gli esecutori attivano un virtuosistico gioco tecnico. Un sistema multicanale di controllo dell’illuminazione trasforma ogni scena in un quadro visivo, concentrando gradualmente l’attenzione su precisi dettagli espressivi. La scelta radicale di utilizzare unicamente materiali, forme e suoni derivati dai sette pianoforti amplifica e al tempo stesso chiude il cerchio attorno a un progetto a cui Franceschini e Mazzonelli hanno lavorato negli ultimi tre anni, dalla scelta dei materiali alla costruzione degli strumenti, attraverso l’archiviazione e la successiva rielaborazione di ogni suono incontrato durante il processo di trasformazione. 
Nel desiderio di allargare i confini della comunicazione sonora e concettuale, il ruolo tradizionalmente confinato del compositore si combina qui con quello di interprete. Con lo pseudonimo di “Tovel”, Matteo Franceschini rilancia la figura dell’autore/interprete con l’obbiettivo di sperimentare un nuovo sound “dall’interno”; il diretto coinvolgimento come esecutore e l’inevitabile lavoro a stretto contatto con i musicisti si presenta come un vero atto creativo. 
Il punto di partenza della creazione visiva di Jacopo Mazzonelli è il confronto musicale, il tempo e il suo ritmo, il divenire e il trascorrere, la storicità e il ricordo. L’indagine dell’artista si avvale di differenti tecniche, di metodologie mutuate da linguaggi di diverse discipline, e di osservazioni provenienti da angolazioni inaspettate che permettono il superamento di una lettura frontale dell’opera. Al centro del suo interesse è il “gesto musicale”, inteso come ciò che sottende l’esecuzione tradizionale. Lavorando sull’interpretazione e sulla visualizzazione della dimensione sonora, l’artista si confronta con strumenti che destruttura, trasforma e ricompone.
Mazzonelli e Franceschini collaborano insieme dal 2017, anno della prima esecuzione di ABCDEFG [a Tuned Scuplture] eseguita in occasione dell’opening della mostra monografica di Jacopo Mazzonelli To Be Played at Maximum Volume a cura di Luigi Fassi e Margherita de Pilati presso il MART / Galleria Civica di Trento. Nel 2018, la stessa performance va in scena in occasione di Artcity Bologna presso il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, in concomitanza con la mostra personale Sonografia a cura di Chiara Ianeselli. Sempre nel 2018, dopo un intenso lavoro di ricerca e rimodellazione del progetto, la performance si amplia assumendo il titolo attuale The Act of Touch e viene presentata per la prima volta in occasione del Festival GAMO presso Le Murate PAC di Firenze. Nel 2019 lo Spazio Atelier del Teatro Elfo Puccini di Milano ospita la bipersonale Parallax, dove accanto all’opera ABCDEFG di Jacopo Mazzonelli è esposta l’installazione audio multicanale Heptagon di Matteo Franceschini, sviluppata a partire dai materiali sonori impiegati per la realizzazione della performance The Act of Touch.
La partitura è pubblicata da Casa Ricordi. La performance è un progetto di Tovel (aka Matteo Franceschini) e Jacopo Mazzonelli, che insieme alla pianista Eleonora Wegher ne sono anche interpreti diretti. Le opere di Jacopo Mazzonelli [ABCDEFG, 2015-16, pianoforti verticali assemblati, dim. variabili] sono parte di una collezione privata che le concede in gentile prestito agli esecutori. 

 

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The piano is without doubt the instrument which best represents the blooming of the Western musical culture from the late eighteenth century until today. Considering that, the musical performance The Act of Touch built upon Jacopo Mazzonelli’s ABCDEFG artwork allows to walk backwards, a sort of regression to the essential, a process of creative “purification” meant to capture the deepest image of what one is writing:  the matter, the white keys on the board, the seven notes, the alternation of staff/space on the pitch. The Act of Touch throws the spectator into an unexpected soundscape, where the organized sound is revealed after a complex itinerary of the exploration of materials. Structured on multiple visual and conceptual levels, the performance becomes a progressive and conscious discovery of one’s identity – a process of knowledge and development granted by the altered pianos.
The collaboration between Matteo Franceschini and Jacopo Mazzonelli materializes through a performance in which the acoustic writing melts with the electronic manipulation in real time. The pianos’ new physiognomy and the transformation of its materials becomes the point of departure for a reflection upon the very nature of the sound–matter relation.
In The Act of Touch, each of the seven devices is individually amplified and arranged according to a precise sequence where the central note of the diatonic scale (FA) assumes a key role in the development of the musical discourse. The pianos are placed in a specular manner for each of the two performers, while the sounding board of the note FA – at the centre of the scene – is oriented directly towards the audience. The performers’ hands explore the resonances through the use of a series of ancient tuning forks tuned by semitones Through a group of sensors that detects and analyses the vibrations of wooden material by transforming them into new timbres, the performers activate a virtuosic technical game. A multi-channel lighting control system transforms each scene into a visual framework, gradually focusing attention on precise expressive details. The radical choice of using only materials, shapes and sounds, deriving from the seven pianos, amplifies and at the same time closes the circle around a project to which Franceschini and Mazzonelli have worked over the last three years, from the choice of materials to the construction of the instruments, through the archiving and subsequent re-elaboration of each sound encountered during the transformation process.
Wishing to extend the borders of the sonorous and conceptual communication, the traditionally confined composer role combines here with the interpreter’s. With the pseudonym TOVEL, Matteo Franceschini relaunches the figure of the author/performer with the aim of experiencing a new sound “from the inside”; the direct involvement as a performer and the inevitable work in close contact with the musicians presents itself as a true creative act.
The point of departure of Jacopo Mazzonelli’s visual creation is musical parallelism, time and its rhythm, the becoming and the passing, the historicity and the memory. The artist’s quest avails itself of several techniques, of methods borrowed from different languages and different branches, and of observations which come from unexpected angles that allow going beyond a front interpretation of the artwork. The “musical gesture”, meant as what underlies the traditional performance, is at the center of his interest. By working on the interpretation and visualization of the dimension of sound, the artist confronts himself with instruments that he destructures, transforms and recomposes.  
Mazzonelli and Franceschini have been working together since 2017, the year of the first performance of ABCDEFG [a Tuned Scuplture] performed at the MART / Civic Gallery of Trento during the opening of the monographic exhibition To Be Played at Maximum Volume by Jacopo Mazzonelli and curated by Luigi Fassi and Margherita de Pilati. In 2018, the same performance was staged in the occasion of Artcity Bologna at the International Museum and Library of Music in Bologna, in conjunction with the personal exhibition Sonografia curated by Chiara Ianeselli. Also in 2018, after an intense work of research and remodelling of the project, the performance was expanded assuming the current title The Act of Touch and was presented for the first time at the GAMO Festival at Le Murate PAC in Florence. In 2019, the Atelier space of the Elfo Puccini Theater in Milan hosts the bi-personal exhibition Parallax, where the Heptagon multi-channel audio installation [developed from the sound materials used for the performance of The Act of Touch] by Matteo Franceschini is exhibited alongside the artwork ABCDEFG by Jacopo Mazzonelli.
The musical score is published by Casa Ricordi. The performance is a project by TOVEL [Matteo Franceschini] and Jacopo Mazzonelli, who together with the pianist Eleonora Wegher are also direct performers. The works of Jacopo Mazzonelli [ABCDEFG, 2015-16, assembled vertical pianos, dim. variables] are part of a private collection and are kindly granted to the executors.

 

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