Tabulae


Tabulae

TOVEL [AKA MATTEO FRANCESCHINI]
MUSIC & LIVE CONCEPT

JACOPO MAZZONELLI
ARTWORKS & LIVE CONCEPT
LIVE ELECTRONICS
TOVEL [AKA MATTEO FRANCESCHINI]

PERFORMERS
JACOPO MAZZONELLI
ELEONORA WEGHER

SCORE PUBLISHED BY
CASA RICORDI

Tabulae è una performance concepita a partire dalla superficie lignea di una tavola armonica di pianoforte. Tale materiale, inscritto idealmente in un quadrato di circa un metro per un metro, è stato suddiviso in tre ulteriori poligoni. Tre performers siedono vicini ed inginocchiati agendo direttamente su di essa per mezzo del movimento delle dita. Una serie di sensori di vibrazioni, opportunamente programmati, trasformano tali azioni in suoni definiti, secondo un iter stabilito dal compositore. Le tavole armoniche ricreano e idealizzano un paesaggio in miniatura e traggono libera ispirazione dall’antica tradizione dei giardini giapponesi.

La ricerca sulle potenzialità tattili dell’articolazione pianistica, già intrapresa con la performance “The Act of Touch”, capovolge l’idea di esecuzione tradizionale, focalizzando l’attenzione sull’intima relazione gesto-suono, all’interno di un quadro performativo particolarmente rituale. La sinergia richiesta agli esecutori così come la materia sonora prodotta si inseriscono in un iter di ricerca complesso, dove ogni elemento performativo è notato in partitura, e ogni movimento delle articolazioni è stato precedentemente studiato e diteggiato.  

Tabuale nasce dalla collaborazione tra Mazzonelli e Matteo Francheschini (compositore italiano residente a Parigi, Leone d’Argento dalla Biennale Musica di Venezia ‘19), focalizzata sullo sviluppo di progetti performativi nei quali il linguaggio acustico si fonde con la manipolazione elettronica. Con tale modus operandi vengono messi in discussione i confini tra opera d’arte e strumento musicale aprendo il campo a nuove e ulteriori possibilità espressive.

Tabulae integra un lavoro sulla spazializzazione fisica del suono in funzione del luogo dove viene rappresentata, ponendo lo spettatore direttamente al centro dello spazio acustico.

Jacopo Mazzonelli e Matteo Franceschini collaborano insieme dal 2017, anno della prima esecuzione di ABCDEFG [a Tuned Sculpture] eseguita in occasione dell’opening della mostra monografica di Jacopo Mazzonelli To Be Played at Maximum Volume a cura di Luigi Fassi e Margherita de Pilati presso il MART / Galleria Civica di Trento. Nel 2018, la stessa performance va in scena in occasione di Artcity Bologna presso il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, in concomitanza con la mostra personale Sonografia a cura di Chiara Ianeselli. Sempre nel 2018, dopo un intenso lavoro di ricerca e rimodellazione del progetto, la performance si amplia assumendo il titolo attuale The Act of Touch e viene presentata per la prima volta in occasione del Festival GAMO presso Le Murate PAC di Firenze. Nel 2019 lo Spazio Atelier del Teatro Elfo Puccini di Milano ospita la bipersonale Parallax, dove accanto all’opera ABCDEFG di Jacopo Mazzonelli è esposta l’installazione audio multicanale Heptagon di Matteo Franceschini, sviluppata a partire dai materiali sonori impiegati per la realizzazione della performance The Act of Touch. Nello stesso anno producono insieme la performance Tabulae, indagando le possibilità dell’articolazione pianistica in relazione alla superficie piana di una tavola armonica. Successivamente The act of Touch va in scena nella prestigiosa cornice di Giardino Giusti a Verona in collaborazione con Spazio Cordis e successivamente al Blue Lakes Festival 3.0.

Jacopo Mazzonelli e Matteo Franceschini collaborano attivamente con Festival, Musei e Teatri pubblici, indagando l’ampia zona di confine tra arti visive e sperimentazione musicale contemporanea.

Il punto di partenza della creazione visiva di Jacopo Mazzonelli è il confronto musicale, il tempo e il suo ritmo, il divenire e il trascorrere, la storicità e il ricordo. L’indagine dell’artista si avvale di differenti tecniche, di metodologie mutuate da linguaggi di diverse discipline, e di osservazioni provenienti da angolazioni inaspettate che permettono il superamento di una lettura frontale dell’opera. Al centro del suo interesse è il “gesto musicale”, inteso come ciò che sottende l’esecuzione tradizionale. Lavorando sull’interpretazione e sulla visualizzazione della dimensione sonora, l’artista si confronta con strumenti che destruttura, trasforma e ricompone.

Nel desiderio di allargare i confini della comunicazione sonora e concettuale, il ruolo tradizionalmente confinato del compositore si combina qui con quello di interprete. Con lo pseudonimo di “Tovel”, Matteo Franceschini rilancia la figura dell’autore/interprete con l’obbiettivo di sperimentare un nuovo sound “dall’interno”; il diretto coinvolgimento come esecutore e l’inevitabile lavoro a stretto contatto con i musicisti si presenta come un vero atto creativo.